Benedetto Croce, il patriota che tollerò il fascismo: con Mussolini dopo delitto Matteotti e detenzione Gramsci
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Benedetto Croce, il patriota che tollerò il fascismo: con Mussolini dopo delitto Matteotti e detenzione Gramsci

Benedetto Croce, il patriota che tollerò il fascismo: con Mussolini dopo delitto Matteotti e detenzione Gramsci

Cadono a poca distanza tra loro l’anniversario della marcia su Roma (28 ottobre 1922) e quello della morte di Benedetto Croce (20 novembre 1952). Questo “patriota alla maniera antica”, come amava definirsi anche per differenziare il suo ideale etico dal culto magico del nazionalismo più deteriore e naturalistico, non colse il carattere distruttivo del fascismo, che egli appoggiò anche dopo il delitto Matteotti. Quella somministrata dai fascisti era, per lui, “una pioggia di pugni utilmente e opportunamente somministrata”. In una celebre intervista del 1924, Croce confermava il sostegno al governo e si premurava di definire “un così grande beneficio la cura a cui il fascismo ha sottoposto l’Italia”. La sua preoccupazione era semplicemente che una terapia d’urto…

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