EMANUELE PIAZZA, IL CACCIATORI DI LATITANTI
La puntata di “Psiche Criminale. Scomparsi” condotta da Francesco Acchiardi si concentra sulla storia di Emanuele Piazza, un poliziotto di 30 anni scomparso a Palermo il 16 marzo 1990. La sua scomparsa è stata seguita da un silenzio e da depistaggi, e solo anni dopo sono emerse verità più crude sulla sua morte. Emanuele lavorava con i servizi segreti civili per contrastare la mafia, e la sua scomparsa è stata collegata agli uomini di Cosa Nostra.
La famiglia di Emanuele, in particolare il fratello Andrea, ha dovuto lottare per ottenere giustizia e verità sulla sua scomparsa. La storia di Emanuele è un esempio di come la mafia possa influenzare la vita delle persone e di come lo Stato possa non essere in grado di proteggere i suoi cittadini.
Gli ospiti della trasmissione, tra cui il fratello di Emanuele, Andrea Piazza, il giornalista Paolo De Chiara, il giornalista Fulvio Benelli e l'avvocato Vito Daniele Cimiotta, discutono della storia di Emanuele e dei depistaggi che hanno caratterizzato le indagini sulla sua scomparsa.
La trasmissione solleva anche questioni più ampie sulla mafia e sulla sua influenza nella società italiana. Gli ospiti concordano che la mafia non è stata sconfitta e che è ancora presente e influente nel paese. La trasmissione si conclude con la dichiarazione di Andrea Piazza, che esprime la sua preoccupazione per il futuro e la sua convinzione che la mafia sia una parte connaturata della storia dell'uomo.
In sintesi, la puntata di “Psiche Criminale. Scomparsi” sulla storia di Emanuele Piazza è un esempio di come la mafia possa influenzare la vita delle persone e di come lo Stato possa non essere in grado di proteggere i suoi cittadini. La trasmissione solleva anche questioni più ampie sulla mafia e sulla sua influenza nella società italiana, e conclude che la mafia non è stata sconfitta e che è ancora presente e influente nel paese.
