Erika Ferini Strambi, dubbi e dettagli che non tornano
L’avvocata Patrizia Giusti ha sollevato alcune perplessità nel caso della manager Luxottica Erika Ferini Strambi. Secondo l’avvocata, è strano che dopo l’incidente, Erika non abbia chiamato né un amico né le forze dell’ordine e si sia allontanata lasciando la macchina chiusa e le chiavi inserite, con il telefono rimasto dentro.
Inoltre, la natura delle lesioni riportate da Erika sembra insolita per una persona con la sua patologia. L’avvocata ritiene che un semplice strattonamento avrebbe potuto causare danni più evidenti.
Tuttavia, l’avvocata suggerisce di utilizzare un approccio più tradizionale nelle investigazioni, valutando il contesto e il vissuto di Erika attraverso un’autopsia psicologica. È stato riferito che il padre di Erika ha dichiarato che si erano verificati episodi simili in passato.
L’avvocata ritiene che sia importante indagare se Erika avesse fragilità indipendenti dalla sua patologia e se riuscisse a reagire in maniera più o meno lucida alle situazioni stressanti. Trova anomalo che, in una situazione di sinistro, la prima cosa che viene in mente non sia chiamare un amico o le forze dell’ordine, ma rather chiamare un radio taxi.
Inoltre, l’avvocata sottolinea che la scelta di allontanarsi lasciando la macchina chiusa e le chiavi inserite, con il telefono rimasto dentro, è anomala, soprattutto per una persona con disabilità che di solito non si allontana senza il telefono cellulare.
Infine, l’avvocata concorda con il collega sulla questione delle lesioni riportate da Erika, che sembrano essere state più lievi di quanto ci si aspetterebbe per una persona con la sua patologia. Secondo l’avvocata, anche un semplice tocco può provocare lesioni evidenti in persone con patologie simili, quindi il fatto che Erika non abbia riportato lesioni più importanti è un aspetto che lascia perplessi.
