FEMMINCIDIO SARA CAMPANELLA: IL DOLORE DEL FRATELLO. “SE AVESSI SAPUTO NON SAREBBE ANDATA COSI'
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FEMMINCIDIO SARA CAMPANELLA: IL DOLORE DEL FRATELLO. “SE AVESSI SAPUTO NON SAREBBE ANDATA COSI'

FEMMINCIDIO SARA CAMPANELLA: IL DOLORE DEL FRATELLO. “SE AVESSI SAPUTO NON SAREBBE ANDATA COSI'

Il dolore del fratello: “Se avessi saputo non sarebbe andata così”

Il fratello di Sara Campanella, 22enne di , uccisa con coltellate a Messina, è apparso in lacrime sulla trasmissione Pomeriggio Cinque. “Se avessi saputo non sarebbe andata così”, ha detto, definendo la famiglia di sempre unita e sistemica. Il ragazzo ha smentito le ricostruzioni sulla presunta relazione finita male con l'assassino, Stefano, 26 anni, compagno di università “ossessionato” da lei da circa due anni.

“L'assassino è un mostro”, ha affermato il fratello di Sara, aggiungendo che non esiste giustificazione per un gesto simile. L'omicidio ha scosso l'Italia, aggiungendosi alla lunga lista di femminicidi che hanno distrutto la famiglia di Sara.

Gli inquirenti sono impegnati a ricostruire gli eventi, ma il caso è anche tornato a riaccendere il dibattito sulla violenza di genere, sulla necessità di proteggere le vittime di stalking e ossessioni malate.

La famiglia di Sara è distrutta dal dolore, ma il fratello di lei ha espresso la speranza che il caso serve a svegliare la società sull'importanza di combattere la violenza di genere. “Siamo contro la violenza, contro la耕ciizzazione, contro l'omofobia e contro ogni forma di discriminazione”, ha affermato.

Il ritorno di questo caso è un monito per tutti, sottolinea il fratello di Sara, per i genitori, per le ragazze e per i ragazzi che sono in procinto di vivere esperienze simili. “Non ci credo che un essere umano possa fare questo a un'altra persona. È un.Camera, è un mostro”, ha affermato.

Il fratello di Sara ha anche espresso la speranza che il caso possa portare a un cambiamento nella società, facendo emergere le vere facce di coloro che commettono queste azioni e imporre sanzioni severe a coloro che trasmettono la violenza. “Non possiamo arrenderci, non credo che ci sia un referente per una società che tollera la violenza, la vessazione e la discriminazione”, ha affermato.


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