“Fingevo gli orgasmi per compiacere, ma mi ha rovinato la sessualità”
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“Fingevo gli orgasmi per compiacere, ma mi ha rovinato la sessualità”

“Il segreto non è più segreto: “Ho finto” e la sua vera storia

“In un tempo in cui la pornografia e il cinema dominano la cultura della sessualità, la pellicola di necessità non è solo un modo per far sentire il partner sicuro e soddisfatto, ma anche un mezzo per nascondere la propria verità.

Jana Hocking, editorialista del New York Post, racconta la sua storia: anni di orgasmi simulati che si sono conclusi in una vita sessuale monotona e insipida. Lei confessa di aver creduto che fingere fosse un gesto di cortesia, un modo per fare sentire il partner orgoglioso e soddisfatto. Ma il prezzo pagato era stato alto: aveva smesso di provare piacere e capiva che parte della responsabilità era sua.

La chiave del problema, secondo Hocking, è data dai modelli distorti proposti dal cinema e dalla pornografia, che dipingono l’orgasmo femminile come qualcosa di rapido, teatrale e rumoroso. Questo spinge molte donne a compiacere, evitando confronti sinceri per non ferire l’ego del partner.

Tuttavia, Hocking sostiene che è arrivato il momento di una svolta: bisogna abbandonare la finzione e pretendere un piacere reale, fatto di ascolto, empatia e consapevolezza. In un sondaggio informale tra i suoi amici, ha scoperto che “la maggior parte degli uomini trova più eccitante l’autenticità che una recita forzata”.

Il messaggio finale è chiaro: è tempo di smetterla con la finzione e valore il piacere reale, fatto di connessione, empatia e consapevolezza. La sua conclusione è lapidaria: “Il sesso migliore è quello che si vive davvero”. Non è più tempo di fingere, è tempo di vivere, di provare, di connettersi. La libertà è sulla soglia, a condizione di essere onesti, di parlare e di ascoltarsi.”

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