Gabriel Garko: “Così mi sono ripreso la mia vita. E le donne mi saltano ancora addosso!” – esclusivo
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Gabriel Garko: “Così mi sono ripreso la mia vita. E le donne mi saltano ancora addosso!” – esclusivo

Gabriel Garko: “Così mi sono ripreso la mia vita. E le donne mi saltano ancora addosso!” – esclusivo

La casa di inizia come una fortezza, con un recinto alto quattro metri e il cancello che svetta per altri due. Continua dentro un parco che tende al selvaggio e finisce in una bella villa con i pavimenti in pietra lavica, un’infilata di saloni a tema (c’è la stanza giapponese, quella barocca, lo studio consacrato all’arte) e una mano di bianco che va rischiarando qualche parete e un paio di soffitti scuri. Garko è fatto alla stessa maniera: guardingo, sulle prime, e poi spontaneo, quasi felice di aver attraversato tanto buio – «E voi che vedevate solo le luci della ribalta!» – se la ricompensa sono questi sprazzi di verità, queste mani di bianco. La frase che lo mette più a fuoco, e fotografa meglio il momento, la dice a fine intervista, a registratore spento,…

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