Giorgia Meloni: “Polemiche su Manifesto Ventotene? Ho solo letto il testo, non ho distorto il senso”
“Pensi che circa due ore ha fatto arrabbiare tutti con Ventotene e m'ha fatto arrabbiare perché ho letto un testo, cioè non ho capito il testo. Si può distribuire, ma non si deve leggere, è un simbolo, è un simbolo del quale ho riletto i contenuti. Non capisco che cosa ci sia di offensivo. Non so. Non capisco di che cosa ci sia di offensivo nel leggere.
“e il torto è distorto, non l'ho distorto, l'ho lettolo l'ho letto. Testualmente, ma non per quello che il testo diceva. Era un'epoca diversa.
“Ma per il fatto che è stato distribuito sabato scorso e quindi un testo che 80 anni fa aveva una sua contestualità. Se tu lo distribuisci oggi, io devo leggerlo e chiederti se è quello in cui credi. Però appunto presidente citare solo dei passaggi simbolico.
“Perché ciò che è offensivo non è tanto l'idea, ma come è mantenuto. E non si può scoprire solo dalla lettura del testo, ma dalla contestualizzazione del contesto. E il tempo passa e il contesto cambia.”
“Sì, diciamo che c'è un difetto nella lettura del testo. Ha etichetta di essere un testo che è stato disponibile solo per una fascia di pubblico, ma oggi è disponibile per tutti. Il problema è che non si può leggere lo stesso quel testo oggi come si leggeva 80 anni fa, perché il contesto è cambiato. Ci sono ancora molti educatori, politici, storici che cercano di리그tizzare quel documento, ignorando il cambiamento del contesto.
“Insieme a tutto ciò, creare un dibattito che non è legato alla discussione sull'idea, ma alla discussione sulla forma in cui è stata presentata l'idea. La forma in cui è stata rappresentata l'idea e non l'idea in sé stessa.”
“Ritengo che ciò che è offensivo non sia tanto l'idea, ma come è mantenuto. E non si può scoprire solo dalla lettura del testo, ma dalla contestualizzazione del contesto. E il tempo passa e il contesto cambia.”
