“Giorni maledetti” di Ivan Bunin e i cultori della memoria a giorni alterni (di P. Battista)
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“Giorni maledetti” di Ivan Bunin e i cultori della memoria a giorni alterni (di P. Battista)

“Giorni maledetti” di Ivan Bunin e i cultori della memoria a giorni alterni (di P. Battista)

Mi fanno sempre un po’ sorridere i contorsionismi dei cultori della memoria a giorni alterni. Quelli che nei giorni dispari tuonano, a proposito del fascismo, contro la riprovevole tentazione dell’oblio, “occorre preservare la memoria”, “per non dimenticare”, “chi dimentica è destinato a ripetere gli errori del passato”, eccetera.

Nei giorni pari invece, a proposito del comunismo nel cui alveo molti di loro hanno vissuto il loro Bildungsroman, la musica cambia radicalmente: “basta aggrapparsi al passato”, non ha senso attardarsi, il mondo è cambiato, i fantasmi dell’anticomunismo eccetera.

Un’ipocrisia che non ha bisogno nemmeno di essere camuffata: è così, e basta. E anche un’ignoranza tronfia, sicura di sé, che trascura la lettura di montagne di libri bellissimi che sul comunismo,…

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