“Giù la Musk”, in aula la protesta di Avs contro il ddl Spazio: “No al riarmo”
“‘Giù la Musk', in aula la protesta di Avs contro il ddl Spazio: “No al riarmo”, Sì grazie presidente onorevoli coleghe e colleghe, signor viceministro, arriviamo oggi al voto finale sul disegno di legge in materia di economia dello spazio in un clima veramente surreale, dopo un monologo delle opposizioni in commissione in aula sulle criticità di questo provvedimento. Nel silenzio della maggioranza e con la scomparsa del ministro Urso. Eppure, che questo provvedimento apre il fronte a tantissimi pericoli, lo sapete anche voi, altrimenti non avreste proposto decine di emendamenti, commissione spesso anche coincidenti con i nostri. Sapete bene cosa state facendo, state mettendo a repentaglio la sicurezza del nostro paese e una florida economia tutta made in Italy, per fare dell'Italia il primo paese europeo a consegnare il proprio futuro a Elon Musk, regalandogli il controllo dei cieli e trasformando i nostri dati in merce di scambio con il governo Trump.
Oggi abbiamo parlato dello scandalo della Salva Milano, ora lo sappiamo tutti e tutti, chi l'ha scritta e allora vi chiediamo, chi ha scritto questo disegno di legge? Eppure sapete quanto è più di noi, le infrastrutture satellitari rivestono un ruolo fondamentale decisivo in moltissimi settori, dalle telecomunicazioni e sistemi di posizionamento, alla navigazione, al controllo e alla gestione dei trasporti, dalla logistica ai servizi finanziari e fino alle piattaforme di intrattenimento e informazione.
Come sapete, lo spazio è fragile, molto più di terra e mare. Come sapete, è un luogo privilegiato anche per le sfide a carattere militare, lo stiamo vedendo proprio in questi giorni con quel che è successo al presidente dell'Ucraina Zelenski, minacciato e bullizzato dal Presidente degli Stati Uniti, ma Zelenski non ha scelta, perché sa che opporsi alle condizioni di Trump significa non avere più il sistema satellitare Starlink, significa non avere più alcun controllo sulle comunicazioni, sui dati, sulla sicurezza e sul futuro del suo paese. E questo volete per l'Italia, per l'Europa, non solo state mettendo a repentaglio la nostra sicurezza, ma state anche ipotecando il nostro futuro nello spazio.
Ci sono risorse infinite per raggiungerle, occorre l'impiego non certo dell'essere umano, ma del connubio robotica-intelligenza artificiale, lo sfruttamento delle materie prime su Marte e Giove, i più ricchi di materie rare, avrà un valore stimato in 700 miliardi di miliardi di dollari, una cifra che non riesco neanche a immaginare. E chi potrà accedervi, se non il fondatore di The Boring Company, cofondatore di Neuralink, amministratore delegato e produttore di Tesla, proprietario e presidente di SpaceX, ma soprattutto fondatore, amministratore delegato e direttore tecnico della compagnia aerospaziale SpaceX? Io non credo che voi non intravediate i pericoli che ci sono in campo, ma nonostante diatevi orgogliosi di esercitare finalmente, grazie a Giorgia Meloni, l'Italia un ruolo strategico in Europa e nel mondo. Sapete bene che il nostro governo si limita a obbedire, a scodinzolare in attesa che il potente Trump vi faccia una carezza per confermare quanto siete bravi e obbedienti. E mentre l'Europa perde terreno e ruolo, schiacciata tra la Russia di Putin e l'America di Trump, e poco vi importa se l'Italia è uno dei pochi paesi al mondo a spendere un importante budget dedicato al settore spaziale, 1,29 miliardi di euro, sul PNRR, per tecnologie satellitari ed economia spaziale.
Sappiamo tutti e tutti che il settore spaziale ha un ruolo fondamentale decidendo in moltissimi settori. Sapete, quindi, la cosa va, ma non sembrate interessati. L'Italia è il terzo contributore dell'ESA, dopo Francia e Germania, il settore vale circa 370 miliardi di euro all'anno, con una prospettiva di oltre 500 all'intervallo 2030. L'industria Europea oggi dà lavoro a 230.000 persone, con un giro di affari annuale di 2 miliardi di euro. Non vi interessa che l'Italia sia uno dei pochissimi paesi a vantare una filiera completa sul ciclo dall'accesso allo spazio alla manifattura dei servizi per i consumatori ai poli universitari e di ricerca. Con un'ottima distribuzione delle attività su tutto il territorio nazionale e che vanti un panorama industriale formato da grandi attori presenti sui mercati internazionali, che si è arricchito poi negli ultimi anni con il contributo di piccole e medie imprese, come startup e spin-off, che insieme rappresentano un eccellente potenziale per la crescita. Eppure, non vi interessa, perché avete già deciso di regalare tutto a Musk e non avete intenzione di cambiare idea.
Come potete sostenere che il governo e il Parlamento siano impegnati a colmare un vuoto normativo e storico per rafforzare la sicurezza nazionale e disciplinare l'attività dei privati nello spazio in modo trasparente e competitivo? Come possiamo credere alle parole del ministro Urso, che sostiene di star lavorando alla creazione di un sistema satellitare Nazionale in orbita bassa, sviluppato in autonomia con il coinvolgimento dei principali attori nazionali, per garantire una soluzione tecnologica avanzata e sicura per la gestione dei dati governativiprodure offrendo quindi un'alternativa competitiva alle infrastrutture fornite da altri operatori globali, come Musk?
Come lo stesso Crosetto ha ammesso, di non poter fare a meno dei servizi di Starlink, se la realizzazione di Iris 2, la costellazione satellitare dell'Unione Europea, non sarà disponibile prima del 2030. E contando solo 290 satelliti. Di fronte ai 6700 di Musk e ai 42.000 previsti, noi non avevamo posizioni pregiudiziali rispetto a questo provvedimento. Anzi, abbiamo fin da subito accolto con favore l'idea di una legge quadro per il settore spaziale, anche se abbiamo sempre sottolineato che la normativa dovrebbe avere una valenza sovranazionale Europea o mondiale.
Ma certamente siamo contrari, contrarissimo al favoreggiamento di posizioni sostanzialmente monopolistiche degli operatori o di effetti distorsivi della concorrenza, come invece state facendo. Siamo convinti che la cessione di infrastrutture strategiche di sicurezza nazionale e di difesa a un monopolista privato, chiunque esso sia, sia un pericolo enorme e anche un enorme problema politico. E se avete in parte accolto le proposte di modifica dell'articolo 25 sulla riserva di capacità trasmissiva Nazionale, introducendo al comma 1 il tema della sicurezza nazionale e un adeguato ritorno industriale per il sistema, noi continuiamo a ritenere che queste disposizioni siano pericolose e insufficienti, perché nell'articolo 25 neanche nessun'altra disposizione del provvedimento regola in caso di affidamento di servizi di comunicazione satellitari la titolarità e il controllo esclusivo dei dati e della loro elaborazione al committente, determinando un evidente vuoto normativo relativo all'utilizzo dei dati acquisiti dall'eventuale fornitore dei servizi.
Ecco perché ritenevamo importante che il governo si impegnasse ad affidare nell'eventuale costituzione della riserva di capacità trasmissiva Nazionale la gestione esclusivamente a soggetti istituzionali appartenenti all'Unione Europea e solo nel provato caso di impossibilità a altri soggetti, ma comunque in coerenza e integrazioni con gli impegni cui l'Italia partecipa e si impegnerà a partecipare in sede Europea. Chiedevamo di prevare di prevedere negli eventuali affidamenti di servizi satellitari l'esclusiva titolarità controllo ed elaborazione dei dati da parte del committente e di escludere l'utilizzo dei fondi del PNRR nel di eventuali affidamenti che si rendessero necessari di servizi satellitari a soggetti diversi da quelli istituzionali appartenenti all'Unione Europea, riservando detti fondi esclusivamente al finanziamento dello sviluppo delle attività nazionali nel settore e ai programmi concordati in sede di Ue.
Ma vi siete rifiutati persino di accogliere il nostro ordine del giorno, viceministro. Lo spazio rischia di trasformarsi da terra di latino a Terra di conquista. E questa che state prendendo oggi in quest'aula è una scelta scellerata, una responsabilità enorme, di cui tutti pagheremo le conseguenze. Noi siamo per un'Europa forte e solidale, non vogliamo cedere all'idea che l'unica soluzione siano la guerra e il riarmo. Vogliamo che l'Italia lavori per rafforzare l'Europa e renderla più autonoma, più tecnologicamente avanzata, più produttiva e innovativa, rafforzando i progetti legati all'economia dello spazio. Ma nonostante Urso dica di andare in questa direzione, questo provvedimento e l'atteggiamento della maggioranza disegnano tutt'altri scenari. Per queste ragioni, il gruppo dell'Alleanza verdi e sinistra esprimerà un voto assolutamente contrario a questo provvedimento, colleghi cortesemente, Vi prego di togliere i cartelli e chiedo di intervenire almeno gli assistenti d'aula. Grazie.”
