I negozi di calamite dei bengalesi: “Così vengono sfruttati i migranti per arricchire le mafie”

I negozi di calamite dei bengalesi: “Così vengono sfruttati i migranti per arricchire le mafie”

I negozi di calamite dei bengalesi: “Così vengono sfruttati i migranti per arricchire le mafie”

Li trovi praticamente dappertutto nel centro storico di , vendono calamite principalmente, ma anche busti di Totò e San Gennaro, cornicelli portafortuna, magliette di Maradona. La zone a maggiore flusso turistico ne sono invase di questi negozietti, gestiti principalmente da cittadini del Bangladesh. Un fenomeno in continua espansione da un anno a questa parte che si sviluppa proprio nelle aree dove l'aumento esponenziale del mercato delle locazioni ha causato la chiusura di molte botteghe storiche. Un affitto che supera i 1000 euro al mese non è un costo sostenibile da tutti. Ma per i padroni dei negozi di calamite sembra non essere affatto un ostacolo, e così appena una serranda si abbassa ed una attività chiude, arrivano i bengalesi pronti a rilevarla. Ma se guardiamo a chi ci lavora dentro scopriamo che siamo ben lontani dalla figura di ricchi commercianti. Tutt'altro. Sono persone spesso troppo anziane o troppo giovani, che lavorano fino a 12 ore al giorno. Abbiamo provato a vederci chiaro su un fenomeno che a si sta espandendo a macchia d'olio, e quello che abbiamo scoperto è un sistema di sfruttamento gestito dalle mafie.


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