Il femminicidio di Sara Campanella, l’ennesimo – Nel caso te lo fossi perso Ep 12
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Il femminicidio di Sara Campanella, l’ennesimo – Nel caso te lo fossi perso Ep 12

Il femminicidio di Sara Campanella, l'ennesimo – Nel caso te lo fossi perso Ep 12

“La tragedia di Sara Campanella

La notizia della tragica morte di Sara Campanella, studentessa di 22 anni, accoltellata per strada a Messina, ci lascia senza parole. Ad angosciarci non solo è la ferita letale, ma anche il fatto che l'autore dell'omicidio è stato identificato come un suo ex-compagno di studio, 27 anni, che l'aveva seguita per strada e l'aveva uccisa a causa della sua rifiutata invaghito.

La società italiana è piombata nelAMED e gli ultimi dati sul cruscotto violenza di genere sono solo repressione del fenomeno, purtroppo ancora molto presente in Paese. Secondo l'Osservatorio nazionale del collettivo Non Una Una, in solo tre mesi del 2023 sono stati commessi otto femminicidi, nonché tentati, e addirittura il suicidio di una donna e di un uomo trans, entrambi indotti dalla violenza patriarcale.

La polemica sulla lotta al femminicidio è sempre più accesa. Da una parte, coloro che sostengono la repressione coercitiva, creando deterrenti attraverso sanzioni più severe. Dall'altra, coloro che suggeriscono che il vero problema non è la repressione, ma il cambiamento culturale, che richiede la formazione, la sensibilizzazione e la prevenzione.

La proposta di legge ministeriale, approvata solo poche settimane fa, introduce un nuovo reato specifico, il delitto di femminicidio, che produce la morte di una donna per motivi di discriminazione, odio di genere o per ostacolare l'esercizio dei suoi diritti e l'espressione della sua personalità. Il provvedimento punta a punire il femminicidio con l'ergastolo o Penalty riconosciute in modo più severo.

Tuttavia, l'opposizione sostiene che le misure penali non sono sufficienti a ripristinare la società. Il problema è culturale e necessita di un cambiamento radicale. Inoltre, tale dispersa critiche e insinuazioni sulla questione dell'educazione affettiva e sessuale nelle scuole, che secondo alcuni sarebbero inquinate dalla propaganda gender.

La questione del femminicidio è solo un aspetto del problema più ampio della violenza di genere. Licei, università, politici e gente comune devono esserci consapevoli di questo tragico fenomeno e lavorare insieme per cambiarne la cultura.

Io credo che è importante chiamare le cose con il loro nome, riconoscere il reato specifico di femminicidio e lavorare per creare una società più giusta e accogliente. Non solo attraverso la repressione, ma anche attraverso la cultura, la formazione e la prevenzione.”


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