Kalush Orchestra: «La nostra lettera a una madre è diventata inno alla madrepatria»
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Kalush Orchestra: «La nostra lettera a una madre è diventata inno alla madrepatria»

Kalush Orchestra: «La nostra lettera a una madre è diventata inno alla madrepatria»

Da quando l’invasione russa dell’Ucraina ha avuto inizio, lo scorso 24 febbraio, Oleh Psjuk, Ihor Didenčuk e MC KylymMen hanno dovuto cucirsi addosso, giocoforza, la scomoda veste di rappresentanti di un popolo oppresso. Hanno smesso di essere artisti a tempo pieno per trasformarsi, di volta in volta, in partigiani, guerriglieri, filantropi, addirittura narratori di nuove mitologie popolari. Contro ogni aspettativa, la loro Stefania – la canzone con cui partecipano a Eurovision, originariamente una lettera d’amore che Oleh, il frontman, ha dedicato a sua madre – è diventata un canto di resistenza e un antidoto alla solitudine di migliaia di guerriglieri improvvisati che, dalla mattina alla sera, hanno dovuto chiudere bottega, reinventarsi e imbracciare i fucili: la coperta…

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