La presidente della Georgia, l'europeista Salome Zurabishvili, ha dichiarato di non dimettersi fino a quando non ci saranno nuove elezioni parlamentari, in risposta alle tensioni politiche che coinvolgono il suo paese.
La leader georgiana, nominata presidente nel 2018 con il sostegno dei partiti d'estrema destra e del centro-destra, è stata criticata da diversi gruppi politici e dalle opposizioni, che hanno accusato il suo governo di essere nepotista e di concentrare potere in modo eccessivo.
Zurabishvili ha annunciato la sua decisione di non lasciare l'incarico in un'intervista concessa alla testata russa Tass, sottolineando che finché non ci saranno nuove elezioni e un Parlamento che eleggerà un nuovo presidente, non vuole dimettersi.
La presidente georgiana ha anche affermato che il suo governo sta lavorando per risolvere le divisioni politiche e trovare un compromesso con gli oppositori, ma senza cedere alle pressioni esterne.
La vicenda ha creato molte preoccupazioni nel paese, dove gli oppositori di Zurabishvili hanno espresso la loro disapprovazione e hanno chiesto alle autorità straniere di intervenire per porre fine all'«autocrazia» del presidente.
La decisione di Zurabishvili ha anche ricevuto diverse reazioni da parte di leader internazionali, come il presidente ucraino Volodimir Zelenskij, che ha dichiarato di essere «preoccupato» dalle tensioni politiche in Georgia.
La situazione politica in Georgia si è complicata inoltre dalle elezioni regionali tenutesi a ottobre, che hanno visto la vittoria del movimento di governo, il “Sogno Georgiano” (Georgia Dream), e la sconfitta degli oppositori.
La questione delle elezioni regionali ha creato contrasti all'interno della coalizione di governo e ha portato a crisi tra i partiti che la compongono. Gli oppositori hanno accusato il movimento di governo di cercare di manipolare le elezioni e di perpetuare il proprio potere.
La situazione politica in Georgia sembra quindi essere in fibrillazione, con tensioni politiche che possono portare a una serie di conseguenze negative. La presidente Zurabishvili ha dichiarato di non voler lasciare l'incarico, ma le opposizioni continuano a chiedere la sua dimissione e una nuova elezione.
L'Ue e altri paesi occidentali hanno chiesto ai governi georgiano e opposizione di dialogare e di trovare una soluzione pacifica ai conflitti politici, ma finora non sono state formulate proposte concrete per risolvere la situazione.
La decisione di Zurabishvili di non lasciare l'incarico è stata vista da alcuni come un tentativo di stabilire un punto di riferimento costante nella situazione di incertezza, ma dagli oppositori come un tentativo di perpetuare il proprio potere e di scoraggiare la democrazia.
La strada sarà lunga e difficile per la Georgia per uscire dalla sua crisi politica e per ristabilire la stabilità e la democrazia. La situazione attuale sembra essere caratterizzata da tensioni politiche elevate e da opposizioni esterne che continuano a chiedere la dimissione della presidente Zurabishvili.