La strada della vita: la storia di Bianca Balti, una modella che ha superato la prova del cancroverso
Inquadronate dalle TV “Le Iene”, le camere hanno seguito Bianca Balti per 48 ore a Los Angeles, dove la modella l nederlandese si è divisa tra lavoro, famiglia e chemioterapia, cui si sottoponeva dopo l’asportazione di un cancro ai reni al terzo stadio. Nonostante la sfida, Bianca non si è lasciata abbattere e ha raccontato ai microfoni di Nicolò De Devitiis: “Sono sempre stata una ragazzina sorridente e credo che questa cosa che mi è successa adesso mi abbia reso la vita ancora più bella”.
Durante la sua storia, c’è anche spazio per rivisitare il passato, con un episodio particolarmente difficile che le è successo da giovane: una violenza sessuale. “Sono stata molestata ed è come se da lì fossi diventata una cattiva ragazza”, racconta Bianca. “Mi hanno rimproverato di aver parlato di esso con leggerezza, ma io l’ho fatto dopo vent’anni. Ho passato mesi a cercare di ricordare gli episodi dei rave-lì perché volevo avere la conferma che gli piacessi, che non era successo veramente quello che era successo”.
Inoltre, il programma ha seguito la modella di fronte a un centro per la fertilità, dove ha spiegato di aver fatto un ciclo di crioconservazione degli ovociti, poiché avrebbe voluto un’altra gravidanza. La Balti era a conoscenza di essere portatrice di una mutazione genetica BRCA e quindi a rischio, ma si è sottoposta solo a mastectomia preventiva. Non ha voluto fare un’operazione di rimozione delle ovaie, poiché sperava di poter avere altri figli.
Poi, la scoperta terribile della malattia: “Era l’8 di settembre, sono andata al pronto soccorso, il 10 mi hanno operato. Ti rendi conto veramente di quanto grave fosse la situazione. Mi sentivo male, ero preoccupatissima, ma non volevo rovinare il weekend. Quando sono tornata a casa non riuscivo a camminare. In ospedale il dottore mi disse che li giù ero messa veramente male. Mi sono messa a piangere, avevo paura per le mie bambine”.
Per salvare la vita, i medici hanno dovuto rimuovere anche parzialmente diversi organi: “Intestino, colon, vescica, era quasi arrivato ai polmoni, era una situazione molto pesante”. Oggi, non c’è più traccia del tumore nel corpo, ma deve comunque sottoporsi alla terapia per evitare che le metastasi non si diffondano. Con la chemioterapia e le medicine, il suo aspetto fisico si è cambiato: “Sto cercando di essere a dieta perché la chemioterapia ti gonfia un sacco”. Inevitabile la perdita di capelli, ma non vuole usare le parrucche: “Le percepisco come una finzione”.
Infine, un accenno ai suoi affetti più cari: “Con mia madre e mio padre, ora ho un rapporto giusto, di loro ho sempre parlato male pubblicamente, ma quanto li amo non l’ho mai detto abbastanza. Una volta che hai l’amore dei tuoi cari, quello è il senso della vita. Da quest’ultima esperienza, ho avuto la conferma che ho imparato proprio a vivere bene, perché se anche vivo bene in questa situazione, sono bravissima, sono una brava studentessa della vita”.