“Legislatore vigliacco sul suicidio assistito. Dopo il caso di Mario non si nasconda più” (di F. Olivo)
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“Legislatore vigliacco sul suicidio assistito. Dopo il caso di Mario non si nasconda più” (di F. Olivo)

“Legislatore vigliacco sul suicidio assistito. Dopo il caso di Mario non si nasconda più” (di F. Olivo)

La storia di chi vuole intraprendere la strada del suicidio assistito, perché non ce la fa più a sopportare una malattia totalmente invalidante, né la dipendenza dalle macchine, è una storia di solitudine. Della persona malata, che magari in questo calvario ha il sostegno della sua famiglia e delle associazioni, ma la sua patologia non può che affrontarla solo, con il suo corpo. Sola è la persona malata, ma lo sono anche il suo medico e, se ci si arriva, il suo giudice. Il primo perché di fronte alla richiesta di porre fine alla sofferenza non sa come muoversi. Non sa cosa è legale o no, perché una legge non c’è. Il secondo perché è abituato a decidere con il codice in mano, e invece in questo caso non ha una norma di riferimento. Si trova così a emanare una sentenza nel…

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