Lo chiamano decreto sicurezza ma è una farsa. La borseggiatrice rom, lo straniero irregolare, il detenuto rivoltoso: quando il governo guarda alla bolla social
Corro volentieri il rischio di scivolare in una sorta di retorica anche un po' demagogica, ma mi è difficile non sottolineare come il decreto-legge sicurezza – improvvisa trasfigurazione dell'originario DDL in nome di imperscrutabili ragioni di “necessità ed urgenza” – irrompe con squilli di tromba e grida di soddisfazione, sullo sfondo di due tremende vicende criminali. Una è di questi giorni: tre morti e qualche ferito a seguito di una sparatoria innescata, a Palermo, da motivi talmente futili da risultare quasi incomprensibili (forse una manovra automobilistica un po' azzardata). L'altra è di oltre un anno fa, ma è pure cronaca di questi giorni per la pronunzia della sentenza di condanna del giovane omicida (minorenne), anche in quel caso per motivi futilissimi…