Meloni critica il manifesto di Ventotene: “Non è la mia Europa”. Le reazioni furibonde: “Vergogna”
Here is the rewritten text in Italian, condensed and reorganized into a more coherent structure:
“Non è la mia Europa, critico il manifesto di Ventotene. Le reazioni sono furibonde: ‘Vergogna', dicono alcuni. Chiudo. Non è chiarissima neanche non è chiarissima, ha colleghi per cortesia. Facciamo finire. Presidente del Consiglio, presumo che mi risponderà. Dopodiché non mi è chiarissima neanche l'idea d'Europa alla quale si fa riferimento. Perché, ovviamente, io sono sempre contenta e grande rispetto per la partecipazione per azioni per le iniziative nella manifestazione che è stata fatta domenica a Piazza del Popolo e anche in questa aula è stato richiamato da moltissimi partecipanti il manifesto di Ventotene.
Io spero che tutte queste persone in realtà non abbiano mai letto il manifesto di Ventotene. Perché l'alternativa sarebbe francamente spaventosa però a beneficio di chi ci guarda da casa e chi non dovesse averlo mai letto. Sono contenta di citare testualmente alcuni passi salienti del Manifesto di Ventotene.
La rivoluzione Europea dovrà essere socialista e la proprietà privata sarà abolita, limitata e corretta, caso per caso, non dogmaticamente, nell'epoca rivoluzionaria in cui le istituzioni non debbono essere amministrate, ma create.
La minha metodologia politica democratica sarà un peso morto nella crisi rivoluzionaria e il manifesto conclude che esso il partito rivoluzionario attinge la visione e la sicurezza di quel che va fatto non da una preventiva consacrazione da parte dell'ancora inesistente volontà popolare, ma nella sua coscienza di rappresentare le esigenze profonde della società moderna.
Non so se questa è la vostra Europa. Ma certamente non è la mia. Colleghi, andiamo avanti. Il ministro per gli affari europei, Tommaso Foti, ha la possibilità di intervenire.
Il presidente del consiglio, Giorgia Meloni, ha scelto di non riconoscere e utilizzare le parole che ha usato sul manifesto di Ventotene, strumentalmente. Io capisco il tentativo di prendere una parola che fa riferimento alle organizzazioni politiche, ai processi democratici. Le parole sono la conseguenza di anni di fascismo in questo paese. La presidentessa del consiglio non può ignorare questo fatto.
Gli storage di oggi in aula sono un oltraggio alla storia d'Italia. Voi dovete smettere di essere così. Il presidente della Repubblica Mattarella ha detto che ogni grande cambiamento è preceduto da vigilie, da periodi di preparazione di tempi migliori. È ciò che è successo a Ventotene.
Il fascismo aveva mandato qui diverse persone per costringerele a non pensare, o quantomeno impedire che seminassero pericolose idee di libertà, con coloro che dirigevano al confine come Spinelli, Rossi, Colorni e con quelli reclusi a Santo Stefano come mio predecessore Sandro Pertini. Io credo che bisogna pensare al contesto in cui nasce il manifesto, che era questo per rendersi conto di cosa intendono dire ai noi ancora Alberto Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni con il manifesto che chiedendo a tutti quanti esortando tutti quanti a vigilare in difesa della democrazia contro le derive che mettono in pericolo le libertà.
Queste parole oggi dette dalla presidentessa del consiglio Giorgia Meloni sono un oltraggio, un oltraggio alla memoria di quelli che hanno combattuto, hanno lottato per questa democrazia, da cui nasce la nostra carta costituzionale, da cui nasce la nostra democrazia. Queste parole costituiscono la negazione dei valori fondanti su cui si basa il nostro vivere civile, la stessa essenza della nostra democrazia.”
