Netanyahu se ne frega del mandato d'arresto e va da Orban
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Netanyahu se ne frega del mandato d'arresto e va da Orban

Netanyahu se ne frega del mandato d'arresto e va da Orban

Il 2 aprile, Benjamin Netanyahu, premier israeliano, ha deciso di sfidare i giudici dell'Aja e di recarsi a Budapest, in visita da Viktor Orban, nonostante il mandato di arresto della Corte Penale Internazionale. Il premier israeliano era stato oggetto di un mandato di arresto emesso dalla Corte il 21 novembre, accusato di crimini di guerra e contro l'umanità commessi a Gaza.

Orban, garantendo la sicurezza di Netanyahu, ha espresso la sua decisione di non arrestare il premier israeliano non appena costui varcherà il confine. La scelta di Orban è stata accolta da Netanyahu con un ringraziamento per la chiarezza morale. Tuttavia, la questione è se la Corte Penale Internazionale possa fare qualcosa per far applicare le sue regole. In realtà, no, la Corte non ha i mezzi per attuare le sue sentenze, come ha ricordato il portavoce della Corte, poiché essa fa affidamento sugli Stati per far applicare le sue decisioni.

La visità di Netanyahu a Budapest è considerata un'aperta sfida alle regole internazionali e alle istituzioni europee. La questione che si pone è: cosa succede se un paese non rispetta questi principi? La Corte potrebbe aprire una procedura di non conformità, ma è probabile che neanche questo accada. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite potrebbe essere coinvolto, ma gli Stati Uniti di , che hanno già firmato un ordine esecutivo per sanzionare il procuratore capo della Corte, Karim Khan, a causa del suo lavoro nel caso contro Netanyahu, sono poco probabili di applicare sanzioni o qualsiasi tipo di ripercussione su Israele.

La visita di Netanyahu a Budapest è anche vista come un'opportunità per il premier israeliano di rafforzare la sua posizione, dimostrando che la Corte non ha alcuna legittimità per giudicarlo. Inoltre, la vicinanza ideologica tra Netanyahu e Orban potrebbe essere vista come un non più nascere affare. Orban, infatti, ha già messo in discussione la sentenza della Corte, definendola sbagliata e inaccettabile.

La questione del mandato d'arresto internazionale è frequentemente usato contro di Netanyahu dall'opposizione israeliana, ma evitandolo in questo modo, Netanyahu potrebbe dimostrare che alla fine non è poi così significante come vogliono far credere i suoi oppositori politici. Allo stesso tempo, Orban può lanciare l'ennesima sfida alle istituzioni europee, da anni non più nascere in stato di diritto e deteriora la salute della democrazia.


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