'Non volevo la morte di Satnam', in aula il datore di lavoro
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'Non volevo la morte di Satnam', in aula il datore di lavoro

'Non volevo la morte di Satnam', in aula il datore di lavoro

 “Ho perso la testa: non ero io”. Dieci mesi dopo la morte di Satnam Singh parla Antonello Lovato, il trentanovenne accusato di aver abbandonato il bracciante indiano davanti casa senza un arto dopo un incidente sul lavoro nella sua azienda agricola nelle campagne di Latina. Una morte atroce che ha squarciato il velo sul grave tema del caporalato e dei braccianti nell'agro pontino.
“I miei avvocati mi hanno detto che sono qui con l'accusa di omicidio volontario”, ha detto Lovato, comparso nel tribunale pontino per l'apertura del processo. Le sue parole, fornite attraverso dichiarazioni spontanee, sono arrivate solamente alla fine della prima udienza, durata diverse ore e conclusa con il rinvio al prossimo 27 maggio, quando inizieranno ad essere ascoltati i…

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