Occhio al tribuno folk nell’Italia dei peggiori (di A. De Angelis)
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Occhio al tribuno folk nell’Italia dei peggiori (di A. De Angelis)

Occhio al tribuno folk nell’Italia dei peggiori (di A. De Angelis)

Vasto programma “restituire a Roma l’orgoglio di Caput Mundi”. Perché Roma “era tutto”, Roma è Roma, come si dice nei bar, allo stadio, nello spazio eterno del luogo comune che si nutre del mito. Già, il discreto fascino dell’Impero che è sempre piaciuto a una certa destra. Vuoi mettere: prima ancora che i treni arrivassero in orario, ai cittadini ci avevano pensato gli imperatori che “pensavano alle strade, ai punti, alle terme” mica come quei perditempo del superfluo come gli egizi che “costruivano piramidi”. Se uno avesse gli occhi chiusi, penserebbe di assistere a un remake di SPQR, con un novello Massimo Boldi, intonacato come un imperatore, che si candida a sindaco. E invece è la conferenza stampa di presentazione del candidato sindaco del centrodestra.

Il folklore della romanità…

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