Propaganda sì, istigazione no: le motivazioni alla condanna per i “cancelli nazi”
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Propaganda sì, istigazione no: le motivazioni alla condanna per i “cancelli nazi”

Propaganda sì, istigazione no: le motivazioni alla condanna per i “cancelli nazi”

Pubblicando su Facebook dei video negazionisti, diffondendo mediante Whatsapp dei filmati dello stesso tenore ed esponendo simboli nazisti e di apologia della Shoah sui cancelli della sua abitazione di Saint-Vincent, Fabrizio Fournier – il 55enne condannato lo scorso 7 luglio a 5mila euro di multa dal giudice monocratico Maurizio D’Abrusco – ha compiuto atti che “rilevano penalmente ed integrano il reato contestato”. Lo mette nero su bianco il magistrato, nelle motivazioni della sentenza, depositate negli scorsi giorni.

L’uomo era finito a processo con l’imputazione di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. “Le condotte accertate – continua il giudice – offendono in concreto il bene protetto dalla norma, che…

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