Roma godona, il salotto non perdona
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Roma godona, il salotto non perdona

Roma godona, il salotto non perdona

Questo articolo è pubblicato sul numero 38 di Vanity Fair in edicola fino al 21 settembre 2021

Correre dietro alle dame dei salotti romani non ha mai fatto male a nessuno. È raggiungerle che è pericoloso. Crudeli, temutissime, devastanti sul divanone damascato; una volta sedute a tavola diventano anche accanite politologhe, irriducibili agit-prop, aspiranti first lady. «Un cimitero che scoppia di salute» (Federico Fellini) che, dopo quasi due anni di prigionia sanitaria, ha ripreso a gran galoppo la vita mondana pre-Coronavirus e la loro mascalzonaggine e grossolana volgarità risalta ancor di più. In una città, poi, di poteri vari e potenti avariati, dove tra destra e sinistra alla fine la scelta cade sempre sul centro-tavola; dove il cinismo rima con leccapiedismo e non esiste…

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