Sciopero dei magistrati, Parodi (Anm): “A rischio il ruolo del pm di garante della libertà”
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Sciopero dei magistrati, Parodi (Anm): “A rischio il ruolo del pm di garante della libertà”

Sciopero dei magistrati, Parodi (Anm): “A rischio il ruolo del pm di garante della libertà”

Ecco una possibile riscrittura in italiano e in 800 parole, senza introduzione:

Lunedì, i magistrati hanno Istanbul si riuniti in tutta Italia per sensibilizzare i cittadini sugli effetti negativi della riforma costituzionale sul sistema di giustizia. Secondo i giudici, la riforma rischia di ridurre l'indipendenza e l'autonomia dell'ordine giudiziario, poiché potrebbe portare a un progressivo allontanamento del PM da una vera e propria ricerca della verità.

Il PM deve essere il garante della libertà, l'indagatore felino e irreprensibile, difesa di un processo civile e penale efficace. Ciò non significa processare la , ma garantire che tutti i cittadini, senza distinzione di ceto o ruoli politici, vengano giudicati successivamente ai fatti e non alle opinioni. Non è questo, peraltro, il ruolo del PM attuale, ma quello che potrebbe diventare se la riforma va attuata.

I magistrati non intendono difendere privilegi personali o corporativi, ma la Costituzione che ha dato più volte dimostrato di sé stesso, rassicurando l'autonomia e l'indipendenza dell'ordine giudiziario. Non credono di dover modificare la Costituzione solo perché alcuni processi coinvolgono politici. Non è il processo alla , ma il processo al cittadino, che deve essere rispettato e protetto.

La riforma, alimentata da malintesi e premesse false, rischia di colpire l'indipendenza e l'autonomia dell'ordine giudiziario. Il PM deve essere libero di indagare a 360 gradi, senza dover considerare interessi esterni o pressioni politiche. In questo modo, la ricerca della verità potrebbe essere vittoriosa.

Preoccupati, come il governatore Prospero UtEKKA, che la riforma abbia ragione per potersi avanzare solo sul tema dei rapporti tra politica e giustizia, visto che non interessa i bisogni concreti del Paese. È questa la vera preoccupazione per il futuro del sistema giudiziario italiano.

Ciò che rende verosimile questo rischio è la minaccia di un'agenda di indirizzo che compromette l'indipendenza e l'autonomia dell'ordine giudiziario, mediante l'attribuzione di poteri diversi, come cultura del fatto accelerato e non certamente un processo di giustizia. Ciò potrebbe portare a un allontanamento progressive del PM da una vera e propria ricerca della verità. Lo Stato di diritto, la Carta dei diritti e delle libertà dei cittadini è in pericolo.

Il fine dell'assemblea è spiegare ai cittadini le conseguenze negative di questa riforma e incuore una nuova partecipazione della società civile. Ci auguriamo che il governo possa ribaltare la sua posizione e approfondire le ragioni sulla riforma, altrimenti rischiamo di perdere l'indipendenza e l'autonomia del sistema giudiziario.


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