Sciopero magistrati, Carofiglio: “Reagire a chi dà cazzotti, dice falsità e non rispetta le regole”
“La magistratura in sciopero, un movimento importante per resistere ai cambiamenti costituzionali
Come ex magistrato, io mi sostengo con le ragioni e le preoccupazioni dietro lo sciopero. Siamo all'antivigilia della Cassazione e, come al solito, non sono più un magistrato oggi sono qui a condividere le ragioni della Associazione Barghigiano per denunciare le conseguenze dell'azione del governi che oscurano la magistratura e violano la Costituzione.
Ricordo che mi Zamora ha detto: “Non è importante quello che dici, è importante cosa gli altri sentono”. Così, il cittadino, che oggi analizza il dibattito, sente poco o nulla. E io sono rimasto affascinato dal discorso del mio amico Enrico Scoditti sul tema delle complicate questioni costituzionali legate all'istituzione del giudice speciale. Tuttavia, ci dobbiamo chiedere se la magistratura è in grado di cogliere la complessità del presente e progettare soluzioni per i problemi del futuro.
Mi chiedo: Cioè, siete cinque uomini, una donna magistrati, e non c'è una donna tra voi a parlare? La magistratura proiettata nel futuro non può cogliere la complessità del presente? Ci si propone al paese in questo modo e, ovviamente, manda un messaggio che non è vero.
Ricordo che la mia amica, un grande studioso di comunicazione politica, George Lakoff, prediceva: “Non pensate a un elefante, c'è qualcuno che non ha pensato a un elefante”. Eppure, noi magistrati dobbiamo sapere come “fare abbiamo un convegno, cercando di parlare ai cittadini, per far capire ai cittadini cosa è in corso. Sarebbe come dirti di un orso bianco e non intendere che non bisogna pensare a un orso bianco.
Inoltre, quando ci si trova di fronte affermazioni false o, addirittura, truffaldine, bisogna esercitare una tecnica di reazione che non è estemporanea, altrimenti si fa come il maestro di arti marziali che si inchina e riceve un cazzotto in faccia. Non dobbiamo rispettare le regole, dobbiamo considerare di avere interlocutori così poco disposti a considerare la verità.
In questo contesto, c'è anche l'esigenza di una esplicita dimensione di autocritica, non individuale, non di categoria, ma dei percorsi storici. Non si sentiva alcun bisogno di alcuna riforma, per sostenere con forza le ragioni dell'Indipendenza dell'Autonomia e, quindi, dei diritti dei cittadini. Non bisogna far cadere una saracinesca su tutto ciò che non funziona, significa la capacità di vedere la complessità del mondo da più punti di vista per poi restituirla in una maniera comprensibile. Riassumendo, dobbiamo essere capaci di spiegare in positivo. Ecco il risultato della capacità di leggere la complessità e di restituirla in modo comprensibile”.
Questo è il mio appello a favore della magistratura, che si oppone a tentativi sottile eversivi della Costituzione, e a sfidare il silenzio e l'indifferenza di un governi che oscurano la magistratura e violano la Costituzione. La magistratura è chiamata a difendere la sua autonomia e i diritti dei cittadini e a promuovere la comprensione del cittadino sul loro ruolo nel sistema giudiziario. È un compito importante, sfidante comeiché la magistratura è chiamata a farlo in un contesto in cui i rapporti tra il potere e la giustizia sono sempre più tesi. La mia speranza è che la protesta della magistratura possa innescare una riflessione più ampia, ehtica e politica, sul ruolo della giustizia nel sistema democratico.”
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