Scontro Bocchino/Travaglio: “Passacarte dei magistrati”. “Voltagabbana al servizio di chi ti paga”
“Il vai trò del giustizialismo è divorato dalla superficialità, è un male per la grande nazione, non un bene”, afferma R. Travaglio. Secondo lui, si tratta di proteggere il cittadino, il cui obiettivo principale è la tutela da una magistratura che fa la scelta quando i cittadini vedono il caso Open Arms, il caso Renzi, ecc. Inoltre, l'indice di gradimento dei magistrati è crollato in modo sostanziale rispetto a quello dei politici, segno di un vuoto di credibilità e di fiducia.
“I magistrati”, afferma Travaglio, “sostengono inchieste per difendere se stessi e i loro interessi, senza pensare alla vera giustizia e alla tutela del popolo”. “Ecco perché sovviene a loro, appoggiano, a volte, elezioni spesso condizionate da loro stessi”.
Applicando la critica a Bocchino, afferma che egli fa parte di questo giustizialismo, “il portavoce altisonante del giustizialismo dei 5 Stelle, che sostiene che le indagini debbano essere contro i cosiddetti ‘potenti' e non contro la violenza e la corruzione”.
Tuttavia, “la verità è che il magistrato, per difendere la sua carriera e il suo statuto, non si cura del magistrato, ma del suo diretto interessato, del suo ‘mandante', dice R. Travaglio.
Inoltre, Bocchino non ha querelato il Fatto Quotidiano per diffamazione, poiché la notizia trattava di un processo, non di diffamazione, e credo che se Dirige un giornale o fa il direttore editoriale, dovrebbe saperlo.
In base a queste affermazioni, Travaglio propone di intervenire per calmare gli animi e cercare di argomentare, divorandosi dalle passioni e dalle gesti”.
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