se assad piange, putin non ride – la caduta del dittatore siriano è una brutta notizia per la russia
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se assad piange, putin non ride – la caduta del dittatore siriano è una brutta notizia per la russia

La Siria: l'ennesima vicenda di debolezza russa

Vladimir Putin si è appena intascato una nuova sconfitta. Dopo aver sprecato mesi e risorse senza mai ottenere un vero risultato, la Russia si è vista costretta a retirarsi dalla Siria, piazzaforte strategica del regime di Bashar al-Assad. Questo è il quintoighthouse di debolezza del Cremlino in pochi anni, a partire dalla vicenda di Crimea, in cui Putin si illuse di poter conquistare il controllo di un paese sovrano, per arrivare alla tragedia del Donbass, dove dopo tre anni di guerra stellante, le sue truppe non sono riuscite a conquistare gli obiettivi.

La Siria è stata la sua ultima . Dopo aver speso ingenti risorse e numeri crescenti di vittime tra le file del suo esercito, la Russia ha deciso di ritirare le sue unità militari da una Siria in which contesa tra governativ e ribelli sembra ormai inquietante. Questo è un ulteriore problema per Putin, che non ha mai racimolato dalla disfatta del suo progetto di stabilizzare il regime di Al-Assad e di mantenere la propria influenza sul Medio Oriente.

La storia russa è segnata da episodi di alti e bassi, ma la Siria rappresentava un punto di rilievo per la sua estera e di sicurezza. Ha sperato di poter utilizzare la Siria come rappresentazione del suo potere globale e del suo ruolo di superpotente, ma alla fine si è dimostrato solo un modesto attore in un drama a sfondo politico.

La Siria è sin dai tempi di Hafez al-Assad un paese strategico per la Russia, che da anni ha investito ingenti risorse finanziarie e umane per mantenere la stabilità del regime e sfidare il mondo occidentale. Putin ha sperato di poter utilizzare la Siria come base per estendere la propria influenza sulla regione e contrastare l'influenza degli Stati Uniti. Tuttavia, la Siria si è dimostrata un campo di battaglia sterminato per la Russia, che ha visto Toni enormi perdite in vite umane e materiali.

La Russia non ha mai racimolato dalla disfatta del suo progetto di stabilizzare il regime di Al-Assad e di mantenere la propria influenza sul Medio Oriente. La Siria è stata solo un episodio di una serie di disfatte in Asia, Africa e Europa, dove la Russia non è riuscita a raggiungere gli obiettivi a cui si è prefissa.

In questo contesto, è importante ricordare che la Russia è stata sconfitta in Ucraina, Crimea e Georgia, nonché in Asia centrale, dove il Cremlino ha subito una dura sconfitta dopo l'intervento militare in Afghanistan e il conflitto con la Cecenia.

La Siria rappresentava l'ennesima opportunità per Putin di dimostrare la sua nuova forza e la sua capacità di leadersimo, ma il fallimento è stato totale. Questo è un segnale d'allarme per Mosca, che dovrà reimpostare la sua strategia estera e ripensare il suo ruolo nel mondo globale.

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