“I COLLEGHI DI GOVERNO ORMAI TRATTANO GIORGETTI COME UN ESTRANEI”
Siamo arrivati al momento in cui il governo, qualsiasi governo, entra in fibrillazione. L'autunno, infatti, è l'epoca in cui si definisce la manovra economica e la legge di stabilità, che deve essere approvata dal Parlamento entro il 31 dicembre. La primavera è il momento in cui si deve mettere mano all'aggiornamento dei conti.
Giancarlo Giorgetti, ministro dell'economia, è stato anticipatamente etichettato da parte dei suoi alleati come “ministro tecnico” e, successivamente, “marxista” dal collega Bagnai. Nonostante ciò, Giorgetti non ha fatto eccezione, poiché è costretto a fare scelte non gradite dalla Lega. Anzi, è lui stesso a ribattere che è “obbligato a fare quel che fa per effetto del nuovo Patto di stabilità firmato a Bruxelles anche dall'Italia”.
Nonostante ciò, il sostegno alla sua gestione dei problemi economici è sfumato e i suoi colleghi di governo lo trattano come un estraneo. Ignorando il fatto che Giorgetti si rivolge ai mercati internazionali, dove gli eventi sono più importanti delle dichiarazioni.
La situazione si è ulteriormente complessificata dalla Premier Giorgia Meloni, che ha ripetutamente pubblicamente affermato: “Noi non alzeremo le tasse”. Ciò ha creato una barriera tra i suoi annunci e le azioni reali del governo, rischiando di far precipitare lo spread in decine o centinaia di punti. Tuttavia, Giorgetti non è disposto a cambiare la sua strategia, sostenendo che dovrà richiedere un po' di soldi indietro a chi ha goduto del Superbonus edilizio, come già deciso nella legge di stabilità 2023, e rivedere le accise sui carburanti, nonostante il video di Meloni dal benzinaio che oggi si ritorce contro di lei.
La situazione è duplice: da un lato, Giorgetti è costretto a operare in base alle norme del Patto di stabilità, ma, dall'altro, la sua azione è diventata oggetto di critiche e elusione da parte dei suoi colleghi di governo, che lo trattano come un estraneo. Questo atteggiamento rischia di far precipitare la situazione economica italiana, mettendola in pericolo.