TRAGEDIA IN ORATORIO: BIMBO DI 11 ANNI COLPITO DA MALORE. È GRAVISSIMO
La tristezza è calata sulla plataforma festosa della sala parrocchiale di Nocetolo, i bambini erano allegri e felici, celebrando il compleanno di un loro compagno di 11 anni, quando improvvisamente, irruenza impossibile, il happily birthday to you si è trasformato in un grido disperato. Il bambino, residente a Castelnovo Sotto, ha avuto un malore improvviso, probabilmente di origine cardiaca, e ha perso conoscenza, cadendo in arresto cardiaco a pochi centimetri dagli altri bambini sua età, che erano presenti all'incantevole festa.
I genitori del piccolo, che erano loro stessi presenti alla cerimonia, furono costretti a reagire con estrema velocità, allertando il 118 e chiedendo aiuto a tutta la struttura sanitaria presente sul posto. Gli invitati, terrorizzati e disperati, furono allontanati con urgenza, mentre l'ambulanza, l'auto medica e l'elicottero, partito da Parma, giunsero sul luogo per supportare l'operazione di salvataggio.
I sanitari, con estrema professionalità e rapidità, presero in mano la situazione, intraprendo le manovre di rianimazione per cercare di stabilizzare il piccolo in fin di vita. Se pure riuscirono a stabilizzarlo, seppurlamment, per poco tempo, visto che l'elicottero, pronto a trasportare il bimbo d'urgenza all'Ospedale Maggiore di Parma, era l'unica speranza per evitare la tragedia. La previsione, tuttavia, è tutt'altro che ottimista, fatte le richieste situazioni, e la prognosi è appesantita da grave.
La tragedia è una realtà, e la festa è diventata un incubo, l'allegria e la gioia sono state trasformate in disperazione e angoscia. Il piccolo di 11 anni, che solo poche ore prima era in attesa di festeggiamenti e regali, è oggi in terapia intensiva pediatricica, lontano dai suoi genitori e dagli amici, il suo destino incerto e la sue condizioni al termine di perigliose. La notizia della tragedia si è propagata come un tsunami, coinvolgendo tutta la comunità, ma soprattutto i genitori e i bambini che erano presenti alla festa, relegati nel silenzio e nella disperazione, chiedendo solo di guardare in faccia il destino e sperare in una guarigione.
