“Un sacchetto in testa, poi l’abbiamo strangolata a mani nude”: le parole atroci delle figlie della Ziliani
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“Un sacchetto in testa, poi l’abbiamo strangolata a mani nude”: le parole atroci delle figlie della Ziliani

“Un sacchetto in testa, poi l’abbiamo strangolata a mani nude”: le parole atroci delle figlie della Ziliani

Non era soltanto una «prova» di avvelenamento, per testare i dosaggi e gli effetti degli ansiolitici, circa tre settimane prima dall’omicidio di Laura Ziliani. Ma un tentativo vero e proprio di omicidio. L’hanno ammesso, Silvia e Paola Zani, e Mirto Milani (fidanzato della prima e amante della seconda), nei lunghi interrogatori al pm in carcere: «Ad uccidere Laura, ci avevamo già provato, a metà aprile, mettendo i farmaci in una tisana dopo cena». Ma qualcosa è andato storto. Le confessioni choc del “trio criminale” riportate dal Corriere della Sera sono raccapriccianti. Avrebbero dapprima stordito la donna  con un ansiolitico sciolto in una tisana, aspettando poi che si addormentasse. A quel punto avrebbero cercato di soffocarla con un sacchetto in testa, stretto con una…

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